
Il 5 e il 6 novembre il Wwf Italia si è incontrato a Todi, all’Oasi affiliata Wwf La Malcontenta e il Lupo. Si è infatti tenuto qui il primo Workshop delle Oasi affiliate Wwf, un convegno dove i dirigenti del Wwf Italia e i direttori di alcune delle 100 Oasi italiane hanno parlato di ambiente, di soluzioni per la protezione della nostra ricchezza naturale, di divulgazione ed educazione ambientale. Tutto questo anche in vista della Strategia Nazionale sulla Biodiversità per il 2030, illustrata da Marco Galaverni, Oases Education & Activation Director - WWF Italia, e da Francesco Marcone, Responsabile Conservazione Oasi - Fondazione WWF. La Strategia infatti si pone due obiettivi molto importanti per il benessere di tutti noi, ovvero quello di costruire una rete coerente di Aree Protette terrestri e marine con il raggiungimento di una superficie del 30% di aree protette da istituire a terra e a mare e l’ulteriore obiettivo di ripristinare gli ecosistemi terrestri e marini, con il raggiungimento del target del 30% di ripristino dello stato di conservazione di habitat e specie. Infatti la perdita delle specie animali e vegetali condurrebbe alla nostra stessa scomparsa. L’essere umano, inoltre, non riuscirebbe a riadattarsi a modificazioni ambientali che si verificano ad una velocità troppo elevata. Cambiamenti climatici che si sono presentati in passato nell’arco di milioni di anni, accadono adesso in pochissimo tempo per via dell’azione dell’uomo. Un esempio è l’incremento di CO2 in atmosfera, che è ormai noto sia causa dell’aumento della temperatura.




Diventa quindi fondamentale la conservazione degli ambienti naturali ed il Wwf ha accolto questa grande sfida per cercare di incrementare la percentuale di territorio nazionale protetto, e contribuire così alla Strategia sulla Biodiversità. A questo scopo il Wwf gestisce anche con i privati aree protette con spiccato valore naturalistico. All’Oasi La Malcontenta e il Lupo erano quindi presenti responsabili di altre importanti Oasi affiliate Wwf Italiane, come l’Oasi Dynamo, l’Oasi Valle dello Sporeggio, l’Oasi Lignana, l’Oasi Castel Romano, l’Oasi Padule di Bolgheri e l’ Oasi Gregorina. È intervenuta anche Gabriella Vaschetti, responsabile del Centro Cicogne di Racconigi. Tutte realtà queste che hanno anche l’ambizione di coinvolgere la popolazione locale e che spesso propongono dei modelli di agricoltura sostenibile e biologica, ad ulteriore riprova del fatto che essere umano e natura possono convivere e sostenersi a vicenda, con indubbio vantaggio reciproco. Sono intervenute anche Carlotta Maggio, Coordinamento Progetti Rete Oasi - Fondazione WWF, ed Elisabetta Erba, Oases Network Developing Officer - WWF Italia, parlando di strumenti di gestione e di valorizzazione per il network delle Oasi Wwf. Durante la due giorni la signora Rosa ha preparato una degustazione di prodotti locali e gli attori di Isola di Confine, con Valerio Apice ad interpretare Pulcinella, Riccardo Savello nella parte di Don Ghiro e Giorgia Amoroso cantando, hanno dato vita ad un’asta spettacolo in cui l’arte attoriale si è mescolata alle Scienze Naturali.






A seguire, durante la parte laboratoriale del convegno, si sono realizzati “tavoli di lavoro” su autofinanziamento, gestione delle aree e criticità, e comunicazione. In questo frangente si è parlato anche del grave sversamento di rifiuti speciali, compreso amianto, che è stato scoperto in una zona dell’Oasi La Malcontenta e il Lupo, un gravissimo atto illecito, pericoloso sia per l’ambiente che per la salute delle persone. Sono stati avvisati i Carabinieri Forestali e si auspica quindi che il Comune venga in soccorso dell’Oasi e della comunità. Troppo spesso ormai si verificano atti di abbandono di rifiuti anche pericolosi, da parte di persone che forse non si rendono conto del male che fanno a sé e agli altri. L’Oasi affiliata Wwf La Malcontenta e il Lupo conta quindi sul supporto del Comune di Todi per le operazioni di ripulitura dell’area e sull’importante contributo operativo dei Carabinieri Forestali.

Il convegno si è poi chiuso con una escursione nell’Oasi La Malcontenta e il Lupo, dove si è andati alla scoperta di specie animali e vegetali, si è visto uno dei capanni per la fotografia naturalistica e si è scesi fino al torrente con un percorso complesso e bellissimo in uno splendido bosco a naturale evoluzione, dove le piante possono crescere liberamente ed è possibile così fare ricerca scientifica e divulgazione, godere della natura e scoprire se stessi.


Dal Corriere dell’Umbria del 17.11.2024

